Lenticchie e calamari

Durante le feste natalizie ho provato ad abbinare lenticchie e calamari e trovo molto piacevole questo piatto semplicissimo. Cucinate le lenticchie e poi fate soffriggere gli anelli di calamari con un po’ di olio e vino. Aggiungete un po’ di pomodorini secchi tagliuzzati e poi servite il tutto sul letto di lenticchie aggiungendo un po’ di prezzemolo fresco.

Benessere e Alimentazione

Oggi parliamo con Elena Bossi, consulente di alimentazione bioenergetica e cuoca di cucina naturale, di benessere e alimentazione e proviamo, grazie alla sua esperienza in cucina, una ricetta semplice e dagli effetti terapeutici! Qui troverete l’articolo di Elena ma se siete curiosi potete approfondire l’argomento sul suo sito  www.BIOelEAT.com .

Il nostro benessere dipende innanzitutto da ciò con cui nutriamo i nostri organi e i nostri tessuti. L’alimentazione bioenergetica studia le energie e i fenomeni legati al cibo.

Ci sono cibi che rafforza e cibi che indeboliscono, alcuni rallentano il metabolismo, altri lo rafforzano, alcuni riscaldano, altri raffreddano.

Tale conoscenza applicata alla cucina naturale permette di raggiungere il corretto equilibrio psico-fisico, ottenere energia vitale, lucidità mentale e migliorare molti fastidi quotidiani. 

Nello specifico la cucina naturale si caratterizza per l’importanza data alle materie prime. Essa presuppone l’uso di ingredienti rigorosamente biologici, freschi, non pre-trattati e possibilmente a chilometro zero. Essa privilegia cibi integrali non raffinati per preservarne tutti gli elementi nutritivi. E’ una cucina che segue la stagionalità e la territorialità riscoprendo gusti e tradizioni antichi, armonizzandoci con l’ambiente che ci circonda, per trarre il massimo dell’energia dal cibo. La cucina naturale predilige preparazioni e dessert dolcificati solo con malti di cereali, escludendo l’uso di zuccheri raffinati, aromi artificiali, additivi e conservanti. senza, per questo, rinunciare al piacere e al gusto.

Per coniugare gusto e benessere Elena ha condiviso con noi una ricetta semplicissima, ma gustosissima, preparata con il famoso fungo Shiitake, chiamato in Oriente ‘Elisir di lunga vita’.  

Lo Shiitake (Lentinus Edodes), molto diffuso in Oriente, è conosciuto non solo per il suo valore nutrizionale, ma anche per il suo potenziale nelle applicazioni terapeutiche.

Ha una consistenza croccante e un profumo intenso. Lo si trova più comunemente secco ma in alcuni negozi è disponibile anche fresco. Conviene sempre acquistarlo proveniente da coltivazione biologica.

Secondo la Medicina Tradizionale Cinese e la Macrobiotica lo Shiitake ha caratteristiche espansive, rilassanti e rinfrescanti; ha inoltre qualità affini all’energia Acqua, quindi con effetto su reni, vescica, ossa, udito e tessuti profondi; ma anche legate alle energia Terra, Legno e Metallo con effetto su stomaco, milza/pancreas, fegato e polmoni.

È molto utilizzato nella cucina macrobiotica per aiutare ad eliminare il cosiddetto “vecchio sale” dovuto ad un consumo eccessivo di alimenti animali come carni conservate e formaggi stagionati.

Lo Shiitake è usato per abbassare l’ipertensione, sciogliere colesterolo nel sangue,  rafforzare il sistema immunitario e inibisce lo sviluppo di tumori, virus e batteri.

È una buona fonte di minerali, in particolare potassio zinco, calcio, fosforo, ferro, ma anche rame, magnesio e manganese; di vitamine del gruppo B (B1, B2, B3), vitamina E ed ergosterolo, precursore della vitamina D2, che si trasforma in ergocalciferolo (vit. D2) con l’esposizione al sole. Eccovi la ricettina.

Riso funghi Shiitake freschi e Tamari

Ingredienti per due:

200 gr Riso integrale

180 gr. funghi Shiitake freschi

olio di oliva

prezzemolo

sale

Tamari (è una salsa di Soja biologica, senza frumento, più concentrata).

Cuoci il riso per assorbimento: una parte di riso e due parti di acqua, aggiungi una presa di sale, porta a bollore. Copri e sposta sul fornello più piccolo, con la fiamma più bassa possibile e cuoci fino a completo assorbimento dell’acqua. 

Nel frattempo pulisci i funghi con un telo, elimina il gambo e tagliarli a fettine sottili. Falli saltare in padella con un poco di olio, copri e cuoci a fuoco lentissimo per 5-10 minuti. Infine sfuma con salsa Tamari.

Unisci i funghi al riso e fai saltare il tutto brevemente con ancora un poco di olio. Infine aggiungi prezzemolo abbondante.

Se hai domande o vuoi approfondire l’argomento puoi trovare Elena Bossi sul sito  www.BIOelEAT.com 

Filetto al pepe verde

Questo piatto è il risultato di un gioco di squadra in cucina con alcuni amici. Dopo una bella passeggiata sul lago di Como abbiamo pensato di finire la giornata con una bella cena in compagnia. La materia prima è essenziale quindi vi consiglio di comprare il filetto di manzo (in questo caso fassona) dal vostro macellaio di fiducia.

In una padella antiaderente fai scottare 30 secondi per lato i tuoi filetti. Aggiungi sale e pepe e poi un cucchiaio di pepe verde con la sua salamoia. Versa un bicchierino di brandy e con l’aiuto di un fiammifero lascia che la fiamma si estingua così da avere la tua carne flambée. Adesso aggiungi la panna (125 ml) e lasciala cucinare un po’ con la carne. Se vuoi i filetti al sangue ritirali dalla padella e lascia che la panna si addensi. Non appena ha una buona densità aggiungi i filetti in padella, lasciali scaldare per qualche secondo. Adesso i filetti sono pronti per essere impiattati! Ti consiglio di scaldare i piatti nel forno così la carne non si raffredderà troppo.

Le dosi sono per 4 filetti di 300 grammi con uno spessore di due dita.

Risotto barbabietola e caviale di wasabi

Ho scoperto questo risotto con le ricette dello Chef Christian Milone (potete comprare il box delle ricette stellate on line quello che vi propongo si chiama i peccati di Viola) e visto che l’ho mangiato proprio ieri sera prendo qui qualche appunto per poterlo replicare! Non appena avrò la conferma della bontà della mia ricetta la revisiono, al momento scrivo solo come la farei io 😉

Dosi per due persone abbondante: 180 gr riso e 3 barbabietole, scalogno, un cucchiaio di aceto di lamponi, due cucchiai di uova di caviale di wasabi, 50 gr burro chiarificato e parmigiano.

Soffriggere la barbabietola precotta con un pò di scalogno per farla insaporire e poi frullarla fino ad avere una consistenza cremosa. Tostare il riso per due minuti e nel frattempo portare almeno un litro di brodo di verdure a bollore (se avanza una barbabietola mettetela in acqua con la cipolla, carota, sale e timo). Aggiungere un bicchiere di vino bianco al riso e lasciare sfumare, continuare con i mestoli di brodo e poi con la purea di barbabietola. Verso la fine della cottura del riso aggiungere l’aceto, burro e parmigiano per mantecare. Servire il riso nei piatti piani e aggiungere le uova di wasabi.

Se invece volete andare sul sicuro trascrivo la ricetta Risotto barbabietola, burrata e riduzione di basilico dello Chef Andrea Cutillo:

Ingredienti per 4 persone:

320 gr di riso Carnaroli
20 gr burro
40 gr parmigiano o grana
100 gr di barbabietola
100 gr di burrata
1 mazzetto di basilico
Olio e sale qb
1 bicchiere di vino bianco

Procedimento:

Per la crema di barbabietola: frullare le barbabietole precotte con un pò di olio.

Per la crema di burrata: frullare la burrata con un pizzico di sale e pepe bianco

Per la salsa al basilico: bollire il basilico per un minuto in acqua salata, raffreddare velocemente in acqua e ghiaccio. Frullare con aggiunta di olio evo

Preparazione: Tostare il riso e sfumare con vino bianco. Portare a cottura con brodo vegetale. Mantecare con la rapa rossa, il burro ed il grana.

Impiattamento: Adagiare sul risotto ben steso nel piatto e finire il piatto con punte di crema di burrata e salsa al basilico.

Pasta agli sparacelli o al cavolo nero – Rivisitazioni della tradizione siciliana

Visto che nell’orto coltiviamo i broccoli e il cavolo nero vi propongo qualche idea per valorizzare questi ingredienti.

Una ricetta della tradizione siciliana è proprio la Minestra con gli sparacelli. Io la faccio sia con le foglie degli gli sparacelli (broccoletti) che con quelle di cavolo nero così da usare i prodotti dell’orto.

Ecco le istruzioni per la Minestra agli sparacelli o al cavolo nero

Lavate e tagliate le foglie dei broccoletti o del cavolo, vi consiglio di privare la foglia della sua vena centrale perchè un pò amara (soprattutto quella del cavolo). Spezzate gli spaghetti. Preparate una pentola piena d’acqua e portate a bollore, aggiungere il sale e le foglie dei broccoli o del cavolo. Nella stessa acqua aggiungete gli spaghetti spezzettati. A parte potete soffriggere uno spicchio d’aglio, un pò di peperoncino (per chi lo gradisce) e cucinare un pò di passata di pomodoro. A volte, in assenza della passata o per velocizzare, uso il concentrato di pomodoro (arriva direttamente dalla sicilia quindi è naturale e molto saporito) che metto direttamente nell’acqua. Lasciate cucinare la pasta e poi servite con una spolverata di parmigiano e un filo d’olio.

Se alla minestra preferite gli spaghetti seguite i seguenti passaggi: Il procedimento per la cottura delle foglie rimane invariato ma prima di aggiungere la pasta nella loro acqua di cottura dovete ritirare le foglie con un colino. Nel frattempo in una padella fate soffriggere aglio, peperoncino, acciughe e qualche pomodorino e poi aggiungete le foglie, che scolerete dalla pentola della pasta, per farle insaporire. Vi consiglio di far abbrustorilire anche un pò di pan grattato da spolverare insieme al parmigiano sui vostri spaghetti. Io apprezzo gli spaghetti integrali, se volete provateli in questa ricetta!

Per le dosi io vado ad occhio e mi baso sul raccolto dell’orto: in generale per due persone considerata 10/15 foglie di cavoli, uno spicchio d’aglio, un bicchiere di passata di pomodoro (per la minestra) o una decina di pomodorini (per gli spaghetti).